Metodo Mof

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Il metodo Mof è rivolto ai bambini dalla classe terza in poi, è un metodo che prevede la modularizzazione degli insegnamenti, invece che la frammentazione degli stessi. In effetti è dimostrato come l’eccessiva stratificazione dei contenuti non giova all’apprendimento dei bambini, che non beneficiano del saltare da una materia all’altra, ma necessitano di tempi più lunghi per apprendere, evitando lo studio meramente mnemonico per puntare, invece, all’acquisizione di competenze a lungo termine.

Le unità di apprendimento hanno i caratteri della globalità e dell’esperienzialità, superando frammentarietà e astrattismo. Settimanalmente si seleziona un macro-argomento; all’inizio di ogni giornata si impostano nuovi punti di interesse legati al modulo generale; all’ultima ora della mattinata e nel pomeriggio si conducono esercitazioni di consolidamento e studio, concepting, laboratori eterogenei. Successivamente si alternano una serie di attività che impegnano principalmente la sfera cognitiva e attività che coinvolgono manualità e corporeità nel loro insieme.

Si tratta di una didattica che ottimizza i tempi a scuola, favorisce il benessere degli studenti, dei docenti e delle famiglie coinvolte nel processo formativo. Si svolge quindi la maggior parte del lavoro a scuola, non demandando a casa ciò che dovrebbe essere fatto in aula.

L’orario si suddivide in 3 grandi aree:

Italiano-storia-geografia
matematica-scienze
inglese-musica-motoria-arte-teatro

Il metodo si basa su tre capisaldi fondamentali:

1. Personalizzazione degli insegnamenti

Individuazione degli stili di apprendimento dei singoli allievi e conseguente modulazione dell’azione didattica mediante la personalizzazione degli insegnamenti, partendo dalla globalità alla specificità degli argomenti.

2. Progetti di condivisione e cooperazione anche eterogenea

Metodi che vanno a fortificare l’anello debole della società contemporanea: instabilità emotiva e fragilità della volontà. Si mira a un recupero della dimensione globale dell’essere umano, coltivando anche la sfera sociale, della sensibilità, della razionalità e della volontà. Il sapere si coniuga con il fare e anzitutto con l’essere.

3. Implementazione rapporti scuola-famiglia

Coinvolgimento delle famiglie nelle attività formative della scuola per permettere al genitore di comprendere in modo diretto come il proprio bambino apprende, affinché non alimenti ansie e paure dettate dal “non sapere” e abbia maggiori strumenti per accompagnare il figlio nel percorso scolastico.

 I punti cardini del metodo MOF:

  •  Riduzione significativa della lezione frontale.
  • Pochi compiti a casa.
  • Ambienti finalizzati a migliorare le condizioni di apprendimento e al benessere Psicologico.
  • Implementazione delle TIC o metodi computazionali. Un esempio è il Coding, approccio che sviluppa il pensiero computazionale cioè l’attitudine a risolvere problemi più o meno complessi. I bambini, così, non imparano solo a programmare ma programmano per apprendere. Bambini e ragazzi si trovano davanti a ciò che più li diverte: tablet, monitor, pc e robot. Sta a loro animare, far prendere vita, imparare a far muovere i loro personaggi in un certo modo, siano esseri virtuali o meno. In sintesi imparano a raggiungere un obiettivo risolvendo il problema che si frappone fra loro e la meta. Strumenti a disposizione: linguaggio di programmazione Scratch o Scratch jr e il sito code.org.
  • Laboratori di concepting: programmazione e realizzazione di un prodotto finale (dall’idea al prodotto finito).
  • Valorizzazione dei talenti: individuazione ed esaltazione dell’ambito di eccellenza di ciascun bambino.
  • Programmazione, didattica e valutazione per competenze.
  • Miglioramento dell’
  • Metodologie prevalenti: full immersion (a discapito della frammentazione degli argomenti), apprendimento cooperativo, compiti di realtà, sviluppo della metacognizione.
  • Implementazione rapporti scuola-famiglia e coinvolgimento delle stesse nelle attività formative della scuola (attività aperte ai genitori, laboratori, possibilità di assistere alle lezioni durante “le classi aperte”, formazione sul ruolo dei genitori nella didattica domestica, spiegazione dei cambiamenti normativi).